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Bevitori sociali, bevitori problematici, persone ad alto funzionamento con dipendenza da alcol, «dry drunk» e persone sobrie con dipendenza da alcol. Quali sono le differenze? Esaminando da vicino questi termini, puoi usarli per individuare una classificazione graduale dei modelli e dei comportamenti legati al consumo di alcol.
I bevitori sociali sono persone che presentano modelli di consumo a basso rischio. Ciò significa che possono bere molto durante un incontro sociale, ma che bevono soltanto in queste occasioni. Il fattore determinante non è come si comportano mentre bevono, bensì la quantità e la frequenza del consumo. Se una persona beve molto e frequenta eventi sociali come pretesto per farlo, rientra in una categoria del tutto diversa.
«Bevitori problematici» è un termine che descrive un gruppo molto specifico. In genere si tratta di una persona che presenta i modelli di consumo tipici di chi ha una dipendenza da alcol, ma riesce ancora a riconoscere le conseguenze delle proprie azioni. Per esempio, può bere molto e spesso, ma rendersi conto delle conseguenze se questo la porta in ospedale.
I bevitori problematici sono quasi sempre persone che bevono da diversi anni (3-4), e questo modello è più comune tra le persone in età universitaria. Gli studenti universitari che bevono molto e spesso durante la settimana possono mostrare comportamenti simili a quelli di chi ha una dipendenza da alcol, ma in genere riducono il consumo o smettono del tutto quando questa fase termina o si verifica una conseguenza negativa.
Questa condizione esiste. La maggior parte delle persone con disturbo da uso di alcol (AUD) probabilmente ha attraversato, a un certo punto, una fase ad alto funzionamento. «Ad alto funzionamento» significa che non si sono ancora verificate conseguenze evidenti o pubbliche. Queste persone riescono quindi a mantenere un lavoro e le proprie relazioni, continuando al tempo stesso a seguire gli stessi modelli di consumo.
Un aspetto importante per chi beve da molto tempo è che l’ alcol sopprime i neurotrasmettitori eccitatori. Ciò significa che il cervello finisce per lavorare molto più intensamente per produrre questi neurotrasmettitori e mantenere un livello normale di funzionalità. Di conseguenza, lavora il doppio per funzionare allo stesso livello a cui funzionava senza alcol.
Detto questo, la fase ad alto funzionamento è in genere temporanea. Per la maggior parte delle persone con AUD, è solo questione di tempo prima che non riescano più a mantenere un lavoro e perdano relazioni a causa del proprio comportamento legato al consumo di alcol.
Una persona definita «dry drunk» decide di raggiungere la sobrietà smettendo di colpo. Smette di bere senza l’aiuto di Alcolisti Anonimi, centri di riabilitazione, infermieri o amici. Molte persone usano questo termine anche per indicare chi affronta il recupero stringendo i denti e facendo affidamento soltanto sulla forza di volontà.
In Alcolisti Anonimi (AA), «dry drunk» viene spesso usato per indicare una persona che si trova nella «nuvola rosa».
«Nuvola rosa» è un termine usato in AA per descrivere una persona sobria da poco che guarda al recupero attraverso lenti rosa. Si trova all’inizio del proprio recupero dall’alcol e ne vede soltanto i benefici. Chi supera questa fase passa a essere considerato una persona sobria con dipendenza da alcol, ma è fin troppo comune che si verifichi una ricaduta quando il recupero smette di essere facile.
Una persona sobria con dipendenza da alcol mantiene la sobrietà da abbastanza tempo da non manifestare più sintomi di astinenza o un desiderio intenso. In mancanza di un termine migliore, ha la propria dipendenza «sotto controllo». Molte persone raggiungono questo punto del recupero dopo un anno.
Un fattore fondamentale per distinguere i bevitori occasionali, inclusi i bevitori sociali e persino quelli problematici, dalle persone con dipendenza da alcol è la capacità di riconoscere le conseguenze negative. Se chi segue un modello di consumo rischioso riesce a comprenderne le conseguenze e a modificare il proprio consumo dopo un evento negativo, probabilmente non ha una dipendenza da alcol.
Le persone con disturbo da uso di alcol non modificano il proprio comportamento neppure se perdono il lavoro, finiscono in ospedale o diventano improvvisamente genitori. Non riconoscono un problema nel proprio consumo e quindi continuano a bere.
È particolarmente importante osservare il «comportamento legato al consumo di alcol», perché molte persone con dipendenza ammettono di avere un problema e promettono di smettere o cambiare, ma poi non lo fanno. Se sei vicino/a a una persona che potrebbe avere un disturbo da uso di alcol, come amico, familiare o persona interessata al suo benessere, affrontare con lei il tema delle sue abitudini di consumo è una parte del percorso. Il passo successivo è osservarne il comportamento e le abitudini per capire se siano cambiati. Se non lo sono, ciò può indicare la presenza di AUD.
I passi necessari per raggiungere la sobrietà sono molto diversi da quelli necessari per mantenerla. In sostanza, è come chiedere a una persona se «è sobria» oppure se «è in recupero». Essere sobrio/a può significare non bere da 6 ore o aver spostato la dipendenza dall’alcol al cibo. Essere sobrio/a non è facile, ma è una definizione ampia. Essere in recupero, invece, significa che la dipendenza è, in mancanza di un termine migliore, in remissione. Significa non essere più tormentati da un desiderio intenso né intrappolati in un circolo vizioso di pensieri sulla sostanza preferita; in sostanza, aver trovato serenità emotiva rispetto al proprio disturbo e non dover più lottare giorno dopo giorno per mantenere la sobrietà. Per molti aspetti, essere in recupero significa proprio questo: essere in pace.
Il disturbo da uso di alcol non può essere guarito, ma può essere gestito. Il percorso di recupero è lungo, ma tutt’altro che impossibile.
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