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Desiderio compulsivo. Sono due parole che possono riassumere la condizione debilitante nota come dipendenza. Qualunque sia la moltitudine di ragioni addotte per spiegare questa ossessione dannosa, la causa profonda risiede sempre in un bisogno smisurato: un desiderio eccessivo di qualcosa che si pensa possa rendere felici o colmare un vuoto nella propria vita.
Nel caso dell’uso improprio di sostanze, l’oggetto della dipendenza è solitamente rappresentato da droghe, alcole sostanze simili.
La dipendenza è distruttiva. Non rende la vita più appagante, ma la rovina.
Sebbene il trattamento tradizionale della dipendenza da droghe e alcol sia spesso in gran parte laico, esistono anche approcci fortemente radicati nella fede. Questi programmi di riabilitazione dalle droghe basati sulla fede possono rivolgersi a uno specifico gruppo religioso oppure avere natura non confessionale, come i programmi dei Dodici Passi. Nonostante lievi differenze, tutti questi programmi sostengono un concetto simile: le persone possono guarire dalla dipendenza con l’aiuto di un potere superiore.
Questo ci porta al buddhismo. Lo si può definire una religione, una filosofia, uno stile di vita o in qualsiasi altro modo, ma è innegabile che i suoi insegnamenti si applichino molto bene alla comprensione delle origini e al trattamento della dipendenza.
Noto anche come Via di Mezzo, il buddhismo insegna la virtù della moderazione: una vita davvero felice è vissuta a metà strada tra l’indulgenza eccessiva e l’ascetismo estremo.
Se vuoi porre fine definitivamente alla dipendenza, non devi essere buddhista per praticarne gli insegnamenti e trarne beneficio. Conoscere e seguire i principi fondamentali, in particolare le Quattro Nobili Verità e il Nobile Ottuplice Sentiero, può certamente aiutarti nel percorso verso una vita libera dalla dipendenza.
Il principio centrale del buddhismo, le Quattro Nobili Verità, può essere riassunto così:
La sofferenza esiste;
La causa della sofferenza è il desiderio egoistico e inconsapevole;
Esiste un modo per porre fine alla sofferenza;
Seguire il Nobile Ottuplice Sentiero può porre fine alla sofferenza.
Secondo il Buddha, chi non supera i desideri mondani è destinato a ripetere la propria esistenza infelice in un ciclo infinito di morte e rinascita, una condizione nota come samsara.
Quando invece raggiunge l’illuminazione, ossia comprende davvero la causa della propria sofferenza ed elimina ogni attaccamento materiale, la persona pone fine al ciclo e raggiunge il nirvana, lo stato di illuminazione e vera felicità.
Per chi affronta una dipendenza, la semplice verità che si può ricavare dall’insegnamento del Buddha è questa: finché non pone fine al desiderio di alcol o droghe, continuerà il proprio ciclo di sofferenza verso la distruzione.
Nel condividere con i seguaci il segreto dell’illuminazione, il Buddha sottolineò otto passi che una persona dovrebbe seguire e praticare per raggiungere il nirvana. Conosciuto come Nobile Ottuplice Sentiero, questo insieme di insegnamenti può aiutare chi desidera liberarsi dal ciclo infinito di sofferenza, morte e rinascita.
Gli 8 passi possono essere riassunti così:
Retta comprensione
Retto pensiero
Retta parola
Retta condotta
Retti mezzi di sussistenza
Retto sforzo
Retta consapevolezza
Retta concentrazione
Il primo e il secondo passo sviluppano la saggezza.
Il terzo, il quarto e il quinto passo migliorano la condotta mentale, la virtù e la moralità.
Il sesto, il settimo e l’ottavo passo aiutano a sviluppare la disciplina mentale.
Nel loro insieme, questi passi aiutano a formare una persona mentalmente forte, retta e disciplinata.
Per una persona che affronta una dipendenza, questi passi possono essere strumenti utili nel trattamento e nella riabilitazione.
Attraverso i passi 1 e 2, la persona può iniziare a comprendere pienamente la causa della dipendenza e impegnarsi nel proprio percorso di guarigione.
Attraverso i passi 3, 4 e 5, la persona può apportare i cambiamenti necessari allo stile di vita e alle attività.
Attraverso i passi 6, 7 e 8, la persona può comprendere i pericoli di una ricaduta e scegliere consapevolmente di non allontanarsi più dalla retta via.
Ancora una volta, non devi essere buddhista per applicare il Nobile Ottuplice Sentiero al tuo trattamento. Se questo sentiero, insieme agli altri insegnamenti del buddhismo, può aiutarti, mettilo pure in pratica con costanza.
Secondo la tradizione buddhista, il Buddha sottolineava spesso che la fine della sofferenza inizia quando si ammettono le proprie imperfezioni e si compiono i passi necessari per correggerle.
Ammettere di avere un problema è quindi un primo passo coraggioso verso il recupero. Il percorso può essere lungo e difficile, ma se continui ad andare avanti senza arrenderti sei già a metà strada verso il tuo obiettivo. Quando avrai liberato per sempre corpo e mente dalla dipendenza, avrai sicuramente raggiunto il tuo nirvana.
Dale Vernor
Dale è scrittore e ricercatore nei campi della dipendenza, della salute mentale e della cultura. Dopo aver conseguito una laurea in Comunicazione professionale, ha deciso di dedicare la propria carriera a contribuire alla riduzione dello stigma legato sia alla dipendenza sia alla salute mentale nella nostra società. Quando non lavora, puoi trovare Dale sul campo da basket della tua zona.
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