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Effetti collaterali della metanfetamina

Effetti collaterali della metanfetamina

Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2026

Effetti a breve termine della metanfetamina

La metanfetamina rilascia notevoli quantità di dopamina, nota per provocare piacere ed euforia. Per questo, esiste una sottocultura in cui la metanfetamina viene usata come afrodisiaco per i suoi effetti sul centro del piacere del cervello. Inoltre, alcuni effetti a breve termine includono:

  • Euforia o scarica di piacere

  • Iperconcentrazione

  • Stato di veglia e riduzione della stanchezza

  • Riduzione dell’appetito

  • Aumento della frequenza respiratoria

  • Battito cardiaco rapido o irregolare

  • Ipertermia

Effetti a lungo termine della metanfetamina

Gli effetti a lungo termine della metanfetamina sono molteplici e profondamente dannosi per il cervello e il corpo. Tra i più gravi vi è la dipendenza, una condizione cronica; con lo sviluppo della tolleranza, chi usa la sostanza deve assumerne quantità sempre maggiori per ottenere lo stesso sballo. L’organismo diventa quindi dipendente dalla sostanza, rendendo sempre più difficile farne a meno. Gli effetti a lungo termine della metanfetamina includono:

  • Dipendenza

  • Perdita delle capacità motorie

  • Compromissione dell’apprendimento verbale

  • Gravi alterazioni cerebrali

  • Perdita di memoria

  • Sbalzi d’umore (aggressività o comportamenti violenti)

  • Esplosioni emotive

  • Carie

  • Danni alla bocca da metanfetamina («meth mouth»)

  • Perdita di peso estrema

  • Aumento del rischio di malattia di Alzheimer o ictus

  • Psicosi

  • Deliri

  • Allucinazioni

  • Paranoia

Molte persone identificano chi usa metanfetamina dalle lesioni cutanee sul viso e sul corpo. Di solito sono il risultato del delirio secondo cui degli insetti striscerebbero sotto la pelle.

Inoltre, l’uso di metanfetamina influisce anche sulle cellule cerebrali non neuronali, come la microglia. Le cellule microgliali aiutano a rimuovere i neuroni danneggiati, fagocitano i detriti cellulari e contrastano gli agenti infettivi. Tuttavia, se la microglia è troppo attiva, può divorare erroneamente anche neuroni sani. Molti studi hanno dimostrato che chi in passato faceva un uso problematico di metanfetamina presenta il doppio delle cellule microgliali rispetto a chi non l’ha mai usata.

Detto questo, non tutti i danni sono permanenti e alcuni sono persino reversibili. Gli studi mostrano che, dopo due anni senza metanfetamina, l’attivazione delle cellule microgliali è simile a quella di chi non l’ha mai assunta. Si osservano inoltre miglioramenti delle funzioni cognitive e delle capacità motorie e verbali.

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